Immagina di salire una scala in cui ogni gradino è più basso del precedente: mezzo metro, poi un quarto, poi un ottavo, e così via. Anche facendo infiniti gradini non superi mai il metro di altezza. La scala ha un soffitto, e quel soffitto è la somma della serie.
Attenzione però: che i gradini si accorcino non basta. Devono accorciarsi abbastanza in fretta. È esattamente la differenza che i criteri di convergenza misurano, e la serie armonica è il caso che sorprende tutti: i gradini si accorciano, ma non abbastanza, e la scala continua a salire.
La definizione, in forma precisa
Una somma di infiniti addendi non si calcola: si definisce. Data una successione (an), si costruisce la successione delle somme parziali e si guarda dove va.
n=1∑∞an=N→∞limsN,sN=a1+a2+⋯+aN Il carattere della serie è il comportamento di sN, e i casi possibili sono tre.
Converge
sN→S finito. S è la somma della serie.
Diverge
sN→+∞ oppure sN→−∞.
È irregolare
sN non ha limite: oscilla. Si dice anche indeterminata.
Da qui una conseguenza pratica: tutto quello che sai sui limiti di successioni vale anche per le serie, purché lo applichi a sN e non ad an. È la confusione più comune, e la sezione che segue esiste apposta.