Immagina di essere in autostrada e di vedere il cartello di una scorciatoia. Se la strada è quella giusta arrivi in metà tempo; se non lo è, nel migliore dei casi torni indietro, nel peggiore ti ritrovi su una rotonda che gira su se stessa. Il pedaggio, qui, sono tre condizioni da verificare prima di derivare. Costa dieci secondi, ed è esattamente la parte che quasi tutti saltano.
La metafora serve a ricordare il metodo, non a sostituire il teorema. Ecco l'enunciato per esteso, nella forma in cui va saputo all'orale.
Teorema di de l'Hôpital
Siano f e g derivabili in un intorno I di x0 privato del punto stesso, con x0∈R∪{−∞,+∞}. Se valgono le tre condizioni:
1.La forma è 0/0 oppure ∞/∞
x→x0limf(x)=x→x0limg(x)=0oppurex→x0lim∣f(x)∣=x→x0lim∣g(x)∣=+∞ 2.f e g sono derivabili vicino al punto, e g′ non si annulla
f,g derivabili in I∖{x0},g′(x)=0 per ogni x∈I∖{x0} 3.Il limite del rapporto delle derivate esiste
∃x→x0limg′(x)f′(x)=L∈R∪{−∞,+∞}
allora:
∃x→x0limg(x)f(x)=x→x0limg′(x)f′(x)=L Il teorema vale anche per i limiti da destra e da sinistra, e per x0=±∞: in quel caso «intorno del punto» significa «da una certa x in poi». Nel caso ∞/∞è sufficiente, in realtà, che sia il solo denominatore a divergere in valore assoluto; la versione con entrambe le funzioni è quella che si scrive di solito, ed è più che sufficiente all'esame.
La freccia va in un verso solo
Il teorema dice: se esiste il limite del rapporto delle derivate, allora esiste anche quello del rapporto delle funzioni e i due coincidono. Il contrario non vale. Può esistere benissimo il limite di f/g senza che esista quello di f′/g′, e in quel caso la regola non sbaglia: tace. È una distinzione logica, non una sottigliezza da matematici, e ci sono due controesempi classici che la rendono concreta — li trovi più sotto.