Forme indeterminate Le sette forme e come si risolvono
Zero su zero non è un numero: è un braccio di ferro fra due funzioni, e vince quella che cresce più in fretta. Qui trovi le sette forme una per una, l'albero decisionale per capire quale tecnica provare per prima e dieci esercizi svolti passo passo.
Forme indeterminate: cosa sono e quali sono le sette
00∞∞0⋅∞∞−∞1∞00∞0
Queste sette scritture non sono numeri: sono il segnale che il calcolo diretto non basta. Tutte le altre combinazioni di 0 e ∞ sono determinate.
Cos'è una forma indeterminata
Il risultato simbolico di un limite che non basta a decidere il valore: 0/0, ∞/∞ e le altre cinque non sono numeri, sono un pareggio provvisorio fra due funzioni. «Indeterminata» non vuol dire impossibile: vuol dire che devi guardare più a fondo.
Quali sono le sette
0/0, ∞/∞, 0·∞, ∞−∞, 1^∞, 0^0, ∞^0. Tutte le altre scritture (0/∞, ∞+∞, 0^∞…) sono determinate: il risultato si legge subito.
Cosa fai, in generale
Riporti la forma a 0/0 o a ∞/∞, le uniche due su cui puoi lavorare davvero: le tre esponenziali (1^∞, 0^0, ∞^0) passando al logaritmo, 0·∞ e ∞−∞ trasformandole in un rapporto. Poi confronti chi cresce più in fretta.
Come decidi chi vince
Con la gerarchia degli infiniti (logaritmi < potenze < esponenziali < fattoriali) se le due funzioni sono di specie diversa, con gli sviluppi di Taylor se sono della stessa specie e i termini principali si cancellano.
In una frase: «indeterminata» non vuol dire impossibile. Vuol dire che la forma da sola non decide: devi guardare chi vince fra le due funzioni.
L'idea: il braccio di ferro fra due funzioni
Quando sostituisci e ottieni 00, non hai ottenuto un numero sbagliato: non hai ottenuto nessunnumero. Hai scoperto che due funzioni stanno tirando la stessa corda in direzioni opposte. Il numeratore, andando a zero, tira il risultato verso lo zero; il denominatore, andando a zero anche lui, lo tira verso l'infinito. Chi vince dipende da quale dei due arriva a zero più lentamente.
È per questo che la stessa forma può dare risultati diversi. Per x→0 i tre rapporti x2x, xx2 e x2x sono tutti e tre nella forma 00, e valgono rispettivamente 2, 0 e +∞ (per x→0+). La forma è la stessa, l'esito no.
La definizione, in forma precisa
Una forma indeterminata è una combinazione di limiti per la quale i teoremi algebrici sui limiti non si applicano. Il teorema sul limite di un quoziente, per esempio, richiede che il limite del denominatore sia diverso da zero: se sia numeratore sia denominatore tendono a zero, il teorema tace. Non dice che il limite non esiste, dice che quella strada non porta da nessuna parte.
x→x0limf(x)=0,x→x0limg(x)=0⟹x→x0limg(x)f(x)non eˋ determinato da questi due dati
Servono altre informazioni: l'ordinecon cui le due funzioni vanno a zero, o a infinito. Il braccio di ferro è la metafora; l'ordine di infinitesimo e di infinito è la sua misura rigorosa.
La gerarchia degli infiniti: chi vince, senza fare conti
Quando le due funzioni sono di specie diversa, il braccio di ferro è già deciso in partenza. Per x→+∞l'ordine è questo, dal più debole al più forte:
1Logaritmiln x, (ln x)³, log₁₀ xCrescono meno di qualunque potenza, anche di x^0,01.
2Potenzex, x², √x, x^100Fra due potenze vince l'esponente più alto.
3Esponenziali2ˣ, eˣ, 10ˣBattono ogni potenza. Fra due esponenziali vince la base più grande.
4Fattoriali e xˣn!, nⁿSolo per le successioni: n! batte ogni esponenziale, nⁿ batte n!.
(lnn)α≪nβ≪an≪n!≪nn(α,β>0,a>1)
Il simbolo ≪ significa che il rapporto fra il termine di sinistra e quello di destra tende a zero. In formule, per α,β>0 e a>1:
Le prime due valgono per la variabile reale; le ultime due, quelle con il fattoriale, hanno senso solo per le successioni, dove servono soprattutto nei criteri di convergenza delle serie numeriche.
Attenzione: la gerarchia decide il braccio di ferro solo quando i due contendenti sono di specie diversa. Se sono della stessa specie — due polinomi dello stesso grado, due infinitesimi dello stesso ordine — il confronto finisce in parità e bisogna guardare i coefficienti, o il termine successivo dello sviluppo.
Le sette forme indeterminate, una per una
Sono sette, e non una di più. Le prime due, 00 e ∞∞, sono le uniche su cui si lavora davvero: le altre cinque servono solo a ricondursi a queste. Per ciascuna trovi come riconoscerla e in che cosa trasformarla.
00
Zero su zero
Come la riconosci
Numeratore e denominatore tendono entrambi a 0. È la forma più frequente: ci finisci ogni volta che calcoli una derivata con il rapporto incrementale.
In cosa la trasformi
Non serve trasformarla: è già una delle due forme su cui si lavora. Devi solo capire chi va a zero più lentamente, perché è quello che comanda.
x→2limx2−3x+2x2−4=4
∞∞
Infinito su infinito
Come la riconosci
Numeratore e denominatore esplodono entrambi. Tipica dei limiti a +∞ e dei rapporti fra polinomi, esponenziali e logaritmi.
In cosa la trasformi
Anche questa è già pronta. Raccogli sopra e sotto il termine dominante: quello che resta è un rapporto di costanti più un mucchio di infinitesimi.
x→+∞lim5x3+x23x3−2x+1=53
0⋅∞
Zero per infinito
Come la riconosci
Un fattore si spegne, l'altro esplode. Attenzione: è un prodotto, quindi de l'Hôpital qui non si può ancora applicare.
In cosa la trasformi
Porta uno dei due fattori al denominatore. Scrivendo f·g come f/(1/g) ottieni 0/0, scrivendolo come g/(1/f) ottieni ∞/∞: scegli la versione le cui derivate sono più semplici.
xlnx=1/xlnx⟹x→0+limxlnx=0
∞−∞
Infinito meno infinito
Come la riconosci
Due quantità che tendono entrambe a +∞ (o entrambe a −∞) e si sottraggono. Non è mai 0: dipende di quanto una supera l'altra.
In cosa la trasformi
Trasformala in un rapporto. Con una radice: moltiplica e dividi per il coniugato. Con due frazioni: fai il denominatore comune. Con una somma di potenze: raccogli la più forte.
x→+∞lim(x2+3x−x)=23
1∞
Uno elevato a infinito
Come la riconosci
La base tende a 1, l'esponente a ±∞. La base non vale esattamente 1: le vale «quasi», e moltiplicare infinite volte un numero appena diverso da 1 può dare qualunque cosa.
In cosa la trasformi
Passa al logaritmo: f^g = e^(g·ln f). L'esponente g·ln f è una forma 0·∞, che sai già trasformare in un rapporto.
x→+∞lim(1+x3)2x=e6
00
Zero elevato a zero
Come la riconosci
Base e esponente tendono entrambi a 0, con la base positiva. La base vorrebbe portare tutto a 0, l'esponente vorrebbe portare tutto a 1.
In cosa la trasformi
Stesso schema: f^g = e^(g·ln f), con g·ln f nella forma 0·(−∞). Nella maggior parte dei casi il risultato è 1, ma non sempre.
x→0+limxx=1max→0+lim(e−1/x)x=e−1
∞0
Infinito elevato a zero
Come la riconosci
La base esplode, l'esponente si annulla. È la stessa gara di 0^0, vista dall'altra parte.
In cosa la trasformi
Ancora f^g = e^(g·ln f). Dentro il logaritmo raccogli l'infinito dominante: il logaritmo lo trasforma in una somma e quasi tutto svanisce.
x→+∞lim(3x+5x)1/x=5
L'albero decisionale: quale tecnica provare per prima
Sapere che un limite è 00 non basta: la domanda vera, davanti al compito, è da dove si comincia. Fattorizzo? Razionalizzo? Uso un notevole? Sviluppo con Taylor? Derivo sopra e sotto?
Scegli qui sotto la forma che hai davanti: trovi la prima mossa e le tecniche nell'ordine in cui conviene provarle, ciascuna con una riga di esempio. Le tecniche sono in ordine di convenienza, non di potenza: de l'Hôpital arriva quasi sempre per ultimo proprio perché funziona quasi sempre, e per questo porta a derivare cose che si potevano semplificare in due righe.
1. Che forma ti trovi davanti?
Forma 0/0
Due funzioni che vanno a zero. Vince chi ci arriva più lentamente: se è il numeratore il limite è infinito, se è il denominatore è zero, se vanno alla stessa velocità è un numero finito.
2. La prima mossa
Guarda di che tipo sono i due infinitesimi. Se sono polinomi o radici la strada è algebrica: fattorizza o razionalizza, non derivare nulla. Se compaiono seno, coseno, esponenziale o logaritmo la strada è Taylor.
3. Le tecniche, nell'ordine in cui provarle
1
Fattorizzare e semplificare
Numeratore e denominatore sono polinomi: se entrambi si annullano in x₀, entrambi sono divisibili per (x − x₀). Raccoglilo e semplifica.
x2−3x+2x2−4=(x−2)(x−1)(x−2)(x+2)=x−1x+2x→24
2
Razionalizzare
C'è una radice quadrata che si annulla. Moltiplica e dividi per il coniugato: la differenza diventa una differenza di quadrati e la radice esce dal punto critico.
x1+x−1=1+x+11x→021
3
Limiti notevoli
Riconosci sin x/x, (1−cos x)/x², (e^x−1)/x, ln(1+x)/x. Valgono solo se l'argomento tende a 0, e solo se sostituisci un fattore, mai un addendo dentro una differenza.
xsinx1−cosx=x21−cosx⋅sinxxx→021⋅1=21
4
Sviluppi di Taylor
I termini principali si cancellano e i notevoli danno 0/0 un'altra volta. Sviluppa fino al primo ordine che sopravvive: è quello che decide il limite.
x3x−sinx=x36x3+o(x3)x→061
5
de l'Hôpital
Ultima risorsa, e solo su 0/0 o ∞/∞. Deriva sopra e sotto separatamente: se le derivate si complicano invece di semplificarsi, torna a Taylor.
Due funzioni che esplodono. Vince quella che cresce più in fretta, e la gerarchia degli infiniti te lo dice quasi sempre senza calcoli.
2. La prima mossa
Individua il termine dominante sopra e sotto, raccoglilo da entrambe le parti e semplifica. Tutto quello che resta nelle parentesi tende a una costante o a zero.
3. Le tecniche, nell'ordine in cui provarle
1
Raccogliere il termine dominante
Sempre il primo tentativo. Metti in evidenza sopra e sotto la potenza (o l'esponenziale) più forte: quello che rimane è un rapporto di costanti.
5x3+x23x3−2x+1=5+x13−x22+x31x→+∞53
2
Gerarchia degli infiniti
I due termini sono di specie diversa (logaritmo, potenza, esponenziale): il confronto è già deciso, il più debole diventa un infinitesimo e sparisce.
x4+2exx3+ex=exx4+2exx3+1x→+∞0+20+1=21
3
Sostituzione t = 1/x
Il limite è a +∞ ma dentro compaiono logaritmi o funzioni trigonometriche: con t = 1/x torni in 0, dove puoi usare notevoli e Taylor.
xln(1+x1)=tln(1+t)t→0+1
4
de l'Hôpital
Conviene solo se derivando il grado scende davvero, cioè fra polinomi o con un logaritmo sopra. Fra una potenza e un esponenziale è inutile: l'esponenziale derivato resta identico.
Uno spegne, l'altro accende. Il risultato dipende da chi è più veloce: se l'infinitesimo è più forte il prodotto va a 0, se è più forte l'infinito il prodotto esplode.
2. La prima mossa
È un prodotto, non un rapporto: de l'Hôpital non si applica. Prima porta uno dei due fattori al denominatore, poi hai 0/0 oppure ∞/∞ e puoi continuare.
3. Le tecniche, nell'ordine in cui provarle
1
Portare un fattore al denominatore
Sempre il primo passo. Di solito conviene mandare sotto il fattore più semplice da invertire, cioè quello di cui 1/g resta maneggevole.
xlnx=1/xlnx(+∞−∞)oppure1/lnxx(00)
2
Gerarchia degli infiniti
Il prodotto è potenza per logaritmo, o potenza per esponenziale: il vincitore si legge dalla gerarchia e il limite è immediato.
xαlnxx→0+0(α>0)
3
Limiti notevoli e Taylor
Il fattore che tende a 0 è spesso un notevole travestito: riscrivilo come rapporto e riconoscilo.
xsinx1=1/xsin(1/x)x→+∞1
4
de l'Hôpital
Solo sulla forma già riscritta come quoziente, mai sul prodotto. Controlla quale delle due riscritture dà le derivate più semplici prima di partire.
Due infiniti che si annullano a vicenda. Non fa 0: quello che conta è di quanto uno supera l'altro, e la differenza può essere finita, nulla o infinita.
2. La prima mossa
Trasformala in un rapporto, così ricadi in 0/0 o in ∞/∞. Il modo dipende da cosa hai davanti: radici, frazioni o una somma di potenze.
3. Le tecniche, nell'ordine in cui provarle
1
Raccogliere il termine dominante
I due infiniti sono di ordine diverso: non c'è gara. Raccogli il più forte e quello che resta tende a una costante.
x3−x2=x3(1−x1)x→+∞+∞
2
Razionalizzazione
C'è una radice quadrata. Moltiplica e dividi per il coniugato: la differenza sparisce dal numeratore e resta un rapporto.
x2+3x−x=x2+3x+x3xx→+∞23
3
Denominatore comune
Hai due frazioni che esplodono. Sommale: ottieni un'unica frazione, quasi sempre nella forma 0/0.
x1−ex−11=x(ex−1)ex−1−xx→021
4
Sviluppi di Taylor
I termini principali si cancellano esattamente: è il caso più insidioso, perché l'unico modo di sapere chi vince è guardare il termine successivo.
La base tende a 1 e vorrebbe bloccare tutto, l'esponente esplode e amplifica lo scarto. Vince chi è più veloce: quanto la base si discosta da 1, contro quanto cresce l'esponente.
2. La prima mossa
Passa al logaritmo. Scrivi la potenza come e elevato a g·ln f: l'esponente è una forma 0·∞, che riporti a un rapporto. Il limite della potenza è l'esponenziale del limite dell'esponente.
3. Le tecniche, nell'ordine in cui provarle
1
Passaggio al logaritmo
Sempre il primo passo, per tutte e tre le forme esponenziali. Funziona perché l'esponenziale è continua: puoi scambiarla con il limite.
f(x)g(x)=eg(x)lnf(x)conglnf:∞⋅0
2
Limite notevole di Nepero
Riesci a riscriverlo come (1 + 1/t)^t con t → ∞. Allora il limite è e elevato a quello che resta, e non serve nessun logaritmo.
(1+x3)2x=[(1+x3)x/3]6x→+∞e6
3
Approssimazione ln(1+t) ≈ t
La base è 1 + t con t → 0. Sull'esponente vale g·ln(1+t) ≈ g·t: è il passaggio che chiude quasi tutti gli 1^∞.
2xln(1+x3)∼2x⋅x3=6⟹e6
4
Sviluppi di Taylor sull'esponente
La base non è scritta come 1 + qualcosa di evidente. Sviluppala prima, poi prendi il logaritmo del suo sviluppo.
La base esplode, l'esponente si annulla. È la stessa gara di 0^0 vista dall'altro lato, e il logaritmo la rende identica.
2. La prima mossa
Passa al logaritmo: l'esponente g·ln f è ancora 0·∞. La differenza pratica è che dentro il logaritmo di solito c'è una somma di infiniti, e lì il raccoglimento fa tutto.
3. Le tecniche, nell'ordine in cui provarle
1
Passaggio al logaritmo
Primo passo, come per le altre due forme esponenziali.
fg=eglnf,glnf:0⋅∞
2
Raccogliere il dominante dentro il logaritmo
Dentro ln c'è una somma di infiniti di specie o di taglia diversa: raccogli il più forte, il logaritmo lo trasforma in somma e il resto svanisce.
xln(3x+5x)=ln5+xln(1+(3/5)x)x→+∞ln5
3
Gerarchia degli infiniti
Il logaritmo cresce meno di qualunque potenza: se l'esponente è 1/x o simile, l'esponente del limite va a 0 e il risultato è 1.
x1/x=exlnxx→+∞e0=1
4
Teorema del confronto
Dentro la base c'è una somma di termini positivi: incastrala fra due quantità che tendono allo stesso valore e hai finito senza derivare nulla.
Le cinque forme «strane» non hanno tecniche proprie: servono solo a tornare a 00 o ∞∞. 0⋅∞ ci arriva portando un fattore al denominatore, ∞−∞ facendo un rapporto, e le tre forme esponenziali 1∞, 00, ∞0 passando al logaritmo. Se ti ricordi solo questo, hai già metà del metodo:
f(x)g(x)=eg(x)lnf(x)⟹limfg=elim(glnf)
L'uguaglianza a destra è lecita perché l'esponenziale è continua: il limite entra e esce dall'esponenziale senza cambiare nulla. Per questo, nelle tre forme esponenziali, si calcola sempre prima il limite dell'esponente e solo alla fine si torna alla potenza.
Esercizi svolti sulle forme indeterminate
Dieci esercizi in ordine di difficoltà, che coprono tutte e sette le forme. Apri i passaggi uno alla volta e prova prima da solo: il primo passo di ogni soluzione dice che forma è e perché quella tecnica, non solo come si fa il conto. Ogni risultato è verificato due volte, con due metodi indipendenti.
1Esercizio 1
0/0 · base
x→2limx2−3x+2x2−4
Forma: 00Prima tecnica: fattorizzare
1.Verifica che sia davvero indeterminata+
Sostituisci x = 2 prima di fare qualunque cosa: il numeratore vale 4 − 4 = 0 e il denominatore 4 − 6 + 2 = 0. È 0/0. Se il denominatore non si fosse annullato, il limite si sarebbe letto direttamente.
2.Fattorizza: se entrambi si annullano in 2, entrambi sono divisibili per (x − 2)+
Non è un caso: è il teorema di Ruffini. È anche il motivo per cui qui non serve derivare niente.
x2−3x+2x2−4=(x−2)(x−1)(x−2)(x+2)
3.Semplifica il fattore comune+
Puoi semplificare perché x tende a 2 ma non vale 2: nel limite il fattore (x − 2) è diverso da zero.
=x−1x+2(x=2)
4.Adesso non è più indeterminata: sostituisci+
x→2limx−1x+2=14=4
Risultato+
x→2limx2−3x+2x2−4=4
Verifica, con de l'Hôpital e con un controllo numerico:
limx→22x−32x=14=4;x=2,001⇒3,997
2Esercizio 2
0/0 · base
x→0limxsinx1−cosx
Forma: 00Prima tecnica: limiti notevoli
1.Riconosci la forma+
Per x → 0 il numeratore 1 − cos x tende a 0 e il denominatore x·sin x pure. È 0/0. Qui però non c'è niente da fattorizzare: compaiono funzioni trigonometriche, quindi la strada sono i notevoli.
2.Fai comparire i notevoli dividendo per x²+
Il trucco è sempre lo stesso: moltiplica e dividi per la potenza di x che ti serve, in modo che ogni pezzo diventi un rapporto noto.
xsinx1−cosx=xsinxx21−cosx
3.Applica i due limiti notevoli+
Entrambi valgono perché l'argomento tende a 0, che è la condizione da controllare sempre.
x21−cosx→21,xsinx→1
4.Concludi+
x→0limxsinx1−cosx=11/2=21
Risultato+
x→0limxsinx1−cosx=21
Verifica, con de l'Hôpital applicato due volte e con Taylor:
Fra potenze vince sempre l'esponente più alto: sopra è 3x³, sotto è 5x³. Il braccio di ferro è fra due funzioni dello stesso ordine, quindi il risultato sarà un numero finito diverso da zero.
2.Raccogli x³ da entrambe le parti+
5x3+x23x3−2x+1=x3(5+x1)x3(3−x22+x31)
3.Semplifica e manda tutto all'infinito+
Tutti i termini con la x al denominatore tendono a 0: restano solo i coefficienti dei due termini dominanti.
=5+x13−x22+x31x→+∞53
4.La regola generale che ne discende+
Fra due polinomi a +∞ il limite dipende solo dai gradi: uguali, è il rapporto dei coefficienti direttori; grado maggiore sopra, è infinito; grado maggiore sotto, è zero.
Risultato+
x→+∞lim5x3+x23x3−2x+1=53=0,6
Verifica, con de l'Hôpital applicato tre volte e con un controllo numerico:
Sotto c'è x⁴ e sopra solo x³: l'istinto dice che vince il denominatore e che il limite è 0. È sbagliato, perché da entrambe le parti c'è anche un esponenziale, e nella gerarchia degli infiniti l'esponenziale batte qualunque potenza. Il vero braccio di ferro è fra e^x e 2e^x.
Forma: 0⋅(−∞)Prima tecnica: portare al denominatore
1.Riconosci la forma e non applicare de l'Hôpital+
Per x → 0⁺ il fattore x tende a 0 e ln x tende a −∞: è 0·∞. Non c'è nessun rapporto, quindi de l'Hôpital non è applicabile così com'è. Prima bisogna costruire una frazione.
2.Manda x al denominatore+
Delle due riscritture possibili questa è la buona: derivare ln x dà 1/x, mentre l'altra strada, x diviso 1/ln x, produrrebbe derivate molto peggiori.
xlnx=x1lnx(forma +∞−∞)
3.Adesso de l'Hôpital è legittimo+
x→0+lim1/xlnx=x→0+lim−x21x1
4.Semplifica: il risultato è sorprendentemente elementare+
Dividere per −1/x² equivale a moltiplicare per −x². La frazione collassa su −x, che tende a 0. La potenza ha vinto sul logaritmo, esattamente come dice la gerarchia.
=x→0+lim(−x)=0
Risultato+
x→0+limxlnx=0
Verifica, con la sostituzione x = e^(−t) e con un controllo numerico:
t→+∞:xlnx=e−t(−t)=−ett→0;x=10−6⇒−1,38⋅10−5
6Esercizio 6
∞ − ∞ · medio
x→+∞lim(x2+3x−x)
Forma: ∞−∞Prima tecnica: razionalizzazione
1.Perché non fa 0+
Sia la radice sia x tendono a +∞, e la tentazione è concludere che la differenza si annulli. Ma √(x²+3x) è sempre più grande di x, e la domanda vera è di quanto: se lo scarto si stabilizza su un numero, quel numero è il limite.
2.Moltiplica e dividi per il coniugato+
Il coniugato è la stessa espressione con il segno più. Il prodotto è una differenza di quadrati, e la radice sparisce dal numeratore.
Per x → 0⁺ i due termini tendono entrambi a +∞, per x → 0⁻ entrambi a −∞: in tutti e due i casi è ∞ − ∞. Il limite bilatero esiste, e vedremo che vale 1/2.
2.Somma le due frazioni+
È l'unico modo di trasformare una differenza in un rapporto quando non ci sono radici.
x1−ex−11=x(ex−1)ex−1−x
3.Adesso è 0/0: sviluppa con Taylor+
Attenzione al numeratore: se ti fermassi a e^x − 1 ≈ x otterresti 0, perché i due termini principali si cancellano. Bisogna andare al secondo ordine.
ex−1−x=2x2+o(x2),x(ex−1)=x(x+o(x))=x2+o(x2)
4.Semplifica x²+
x2+o(x2)2x2+o(x2)=1+o(1)21+o(1)x→021
Risultato+
x→0lim(x1−ex−11)=21
Verifica, con de l'Hôpital applicato due volte e con un controllo numerico:
ex−1+xexex−1→00,2ex+xexex→21;x=10−4⇒0,4999917
8Esercizio 8
1^∞ · medio
x→+∞lim(1+x3)2x
Forma: 1∞Prima tecnica: passaggio al logaritmo
1.Perché non fa 1+
La base tende a 1, ma non è 1: vale 1 + 3/x. Elevarla a 2x significa moltiplicare 2x volte un numero appena più grande di 1, e mentre lo scarto si dimezza l'esponente raddoppia. I due effetti si compensano e il risultato è finito, ma diverso da 1.
2.Passa al logaritmo+
Scrivi la potenza come esponenziale del suo logaritmo. L'esponenziale è continua, quindi puoi calcolare prima il limite dell'esponente.
(1+x3)2x=exp[2xln(1+x3)]
3.L'esponente è una forma 0 · ∞: riconducila a un notevole+
Poni t = 3/x, che tende a 0⁺. Allora 2x = 6/t e l'esponente diventa sei volte il rapporto notevole ln(1+t)/t.
2xln(1+x3)=6⋅tln(1+t)t→0+6⋅1=6
4.Torna alla potenza+
x→+∞lim(1+x3)2x=e6
Risultato+
x→+∞lim(1+x3)2x=e6≈403,43
Verifica, con il limite notevole di Nepero e con un controllo numerico:
[(1+x3)x/3]6→e6;x=108⇒403,4288
9Esercizio 9
0^0 · medio
x→0+limxx
Forma: 00Prima tecnica: passaggio al logaritmo
1.Le due forze in gioco+
La base x va a 0 e vorrebbe portare tutto a 0; l'esponente x va a 0 e vorrebbe portare tutto a 1, perché qualunque numero elevato a 0 fa 1. È un braccio di ferro vero, e il logaritmo lo trasforma in un conto.
2.Passa al logaritmo+
La base è positiva per x > 0, quindi la potenza è ben definita e il passaggio è lecito.
xx=exlnx
3.L'esponente è l'esercizio 5+
x ln x è la forma 0·(−∞) che abbiamo già risolto: vale 0, perché la potenza batte il logaritmo.
x→0+limxlnx=0
4.Concludi usando la continuità dell'esponenziale+
x→0+limxx=e0=1
Risultato+
x→0+limxx=1
Verifica, con la sostituzione x = e^(−t) e con un controllo numerico:
t→+∞:xx=e−te−t→e0=1;x=10−6⇒0,9999862
10Esercizio 10
∞^0 · avanzato
x→+∞lim(3x+5x)1/x
Forma: ∞0Prima tecnica: logaritmo e raccoglimento
1.Riconosci la forma+
La base 3^x + 5^x tende a +∞ e l'esponente 1/x tende a 0: è ∞^0. Il logaritmo la riporta, come sempre, a una forma 0·∞.
2.Passa al logaritmo+
(3x+5x)1/x=exp[xln(3x+5x)]
3.Raccogli il dominante dentro il logaritmo+
Fra 3^x e 5^x vince la base più grande. Raccogliendo 5^x, il logaritmo di un prodotto diventa una somma.
ln(3x+5x)=ln[5x(1+(53)x)]=xln5+ln(1+(53)x)
4.Dividi per x e manda all'infinito+
Poiché 3/5 < 1, la potenza (3/5)^x tende a 0, quindi il secondo logaritmo tende a ln 1 = 0 e diviso per x sparisce.
xln(3x+5x)=ln5+xln(1+(3/5)x)x→+∞ln5
5.Torna alla potenza+
Il risultato è la base più grande. Vale in generale: la radice x-esima di una somma di esponenziali tende al più grande fra essi.
x→+∞lim(3x+5x)1/x=eln5=5
Risultato+
x→+∞lim(3x+5x)1/x=5
Verifica, con il teorema del confronto e con un controllo numerico:
Gli sviluppi usati negli esercizi 6, 7 e nel quiz sono raccolti nella pagina sugli sviluppi di Taylor, dove trovi anche la tabella degli sviluppi più usati e l'ordine a cui fermarsi.
Errori tipici con le forme indeterminate
Cinque errori che si ripetono in quasi tutti i compiti. Due nascono dal leggere i simboli come numeri, tre dall'applicare una tecnica fuori dalle sue ipotesi.
Trattare ∞ − ∞ come se facesse 0
È l'errore più diffuso, e nasce dal leggere i simboli come numeri. Due quantità che tendono entrambe a +∞ non sono la stessa quantità: la loro differenza può essere finita, nulla o infinita. Prima di concludere devi trasformare la differenza in un rapporto e guardare l'ordine dei due infiniti.
Sbagliato
x→+∞lim(x2+3x−x)=∞−∞=0
Corretto
x→+∞lim(x2+3x−x)=x→+∞limx2+3x+x3x=23
Trattare 1^∞ come se facesse 1 (e 0^0, ∞^0 come se facessero 1)
«Uno elevato a qualunque cosa fa uno» è vero per il numero 1, non per una funzione che tende a 1. La base non vale mai esattamente 1 lungo il cammino, e l'esponente che esplode amplifica quel piccolo scarto fino a renderlo visibile. Per le tre forme esponenziali la regola è unica: passa al logaritmo, sempre.
Sbagliato
x→+∞lim(1+x3)2x=1∞=1
Corretto
exp[x→+∞lim2xln(1+x3)]=e6≈403,43
Applicare de l'Hôpital a una forma che non è 0/0 né ∞/∞
Il teorema ha ipotesi precise, e la prima è che il rapporto sia indeterminato in una di quelle due forme. Su un limite già determinato dà quasi sempre un numero sbagliato. Seconda ipotesi, altrettanto dimenticata: deve esistere il limite del rapporto delle derivate. Per x → +∞, (x + sin x)/x tende a 1, ma il rapporto delle derivate è 1 + cos x, che non ha limite: de l'Hôpital qui non dice nulla, e questo non significa che il limite non esista.
Sbagliato
x→0limx+1x2+x=?x→0lim12x+1=1
Corretto
x→0limx+1x2+x=10=0(non eˋ indeterminata)
Cancellare o sostituire un termine che non è dominante
Dentro un prodotto o un quoziente puoi sostituire un fattore con la sua parte principale. Dentro una somma o una differenza no: se i termini principali si cancellano, quello che decide il limite è il termine successivo, proprio quello che avevi buttato via. Il segnale è sempre lo stesso: ottieni 0 o ∞ «troppo facilmente».
Sbagliato
sinx∼x⇒x3x−sinx≈x3x−x=0
Corretto
sinx=x−6x3+o(x3)⇒x3x−sinx→61
Usare un limite notevole quando l'argomento non tende a 0
I limiti notevoli sono comportamenti locali in zero: sin t/t → 1 vale per t → 0, non per t → ∞. Applicarli fuori dal loro dominio è come leggere la tabellina sbagliata. Qui la strada giusta è un'altra: il seno è limitato fra −1 e 1, quindi il rapporto è schiacciato a zero dal teorema del confronto.
Sbagliato
x→+∞limxsinx=1
Corretto
−x1≤xsinx≤x1⟹x→+∞limxsinx=0
Mini-quiz: che forma è, e cosa provi per prima?
Tre domande, risposta immediata. Non devi calcolare il limite: devi solo riconoscere la forma e scegliere la prima mossa.
1.Che forma è, e cosa provi per prima?
x→0+limx2lnx
2.E questo? Che forma è, e cosa provi per prima?
x→+∞lim(1−x2)x
3.Ultimo. Che forma è, e cosa provi per prima?
x→0lim1−cosxex−1−x
Domande frequenti sulle forme indeterminate
Le domande che gli studenti fanno più spesso su questo argomento, dalla differenza fra forma indeterminata e limite inesistente alla scelta fra Taylor e de l'Hôpital.
Che differenza c'è tra una forma indeterminata e un limite che non esiste?+
Sono due cose diverse. La forma indeterminata riguarda la scrittura simbolica a cui arrivi sostituendo, per esempio zero su zero: dice solo che quel conto non basta a decidere. Il limite, invece, può benissimo esistere ed essere un numero: il limite per x che tende a 2 di (x²−4)/(x²−3x+2) è una forma zero su zero e vale 4. Al contrario ci sono limiti che non esistono senza nessuna forma indeterminata di mezzo, come il limite di sin x per x che tende a più infinito, che oscilla per sempre fra −1 e 1. Ed esistono forme indeterminate il cui limite davvero non esiste, per esempio il rapporto fra x·sin(1/x) e x per x che tende a 0: è zero su zero, ma il quoziente vale sin(1/x), che non si stabilizza su nulla. Regola pratica: «indeterminata» descrive il tuo conto, «non esiste» descrive la funzione.
Perché 0/0 non fa 1, se qualsiasi numero diviso se stesso fa 1?+
Perché nella scrittura zero su zero non ci sono due numeri, ci sono due funzioni che stanno andando a zero, e non è detto che ci vadano alla stessa velocità. Tre esempi, tutti per x che tende a zero e tutti nella forma zero su zero: 2x diviso x vale 2 per ogni x diverso da zero, quindi il limite è 2; x² diviso x vale x e il limite è 0; x diviso x², per x che tende a zero da destra, vale 1/x e tende a più infinito. Stessa forma, tre risultati diversi. Questo è esattamente il senso della parola indeterminata: la forma da sola non determina niente, bisogna guardare chi arriva a zero più lentamente. Se fosse il numeratore a essere più lento, il limite sarebbe infinito; se fosse il denominatore, zero; se vanno alla stessa velocità, un numero finito diverso da zero.
Perché 1 elevato a infinito è indeterminata, se 1 elevato a qualsiasi cosa fa 1?+
Perché la base non vale 1, tende a 1: lungo il cammino è sempre un po' più grande o un po' più piccola. Moltiplicare per se stesso infinite volte un numero appena diverso da 1 può dare qualunque cosa, a seconda di quanto è piccolo lo scarto rispetto a quanto è grande l'esponente. L'esempio classico è (1 + 1/x) elevato alla x, che non tende a 1 ma al numero di Nepero, circa 2,718. Con (1 + 3/x) elevato a 2x il risultato è e elevato a 6, cioè oltre 400. E se lo scarto va a zero più in fretta dell'esponente, per esempio (1 + 1/x²) elevato alla x, il limite è davvero 1. Il metodo unico per tutti questi casi è passare al logaritmo: il limite della potenza è e elevato al limite dell'esponente moltiplicato per il logaritmo della base.
Quando conviene usare Taylor invece di de l'Hôpital?+
Conviene Taylor quasi sempre, tranne nei casi più semplici. Tre segnali concreti. Primo: se dopo la prima derivata sei ancora nella forma zero su zero e le derivate si stanno complicando, con de l'Hôpital stai peggiorando la situazione. Il limite di (x − sin x) diviso x³ richiede tre applicazioni di de l'Hôpital, mentre con lo sviluppo sin x = x − x³/6 + o(x³) si legge in una riga che vale 1/6. Secondo: se c'è un prodotto o un quoziente di più fattori, Taylor ti permette di sviluppare ogni pezzo separatamente, mentre de l'Hôpital ti obbliga a derivare tutto insieme con la regola del prodotto. Terzo: se nel numeratore c'è una differenza i cui termini principali si cancellano, Taylor ti dice subito a quale ordine fermarti. De l'Hôpital resta comodo su rapporti di polinomi, su ln x diviso x e in generale quando una sola derivazione chiude il conto.
0/∞ e ∞ + ∞ sono forme indeterminate?+
No, e riconoscere le forme determinate fa risparmiare tempo all'esame. Zero diviso infinito fa zero; infinito diviso zero tende a infinito in valore assoluto, con il segno che dipende da come il denominatore si annulla; infinito più infinito, con lo stesso segno, fa infinito; zero elevato a più infinito fa zero; infinito elevato a infinito fa infinito; un numero positivo diverso da 1 elevato a più infinito fa zero o infinito a seconda che sia minore o maggiore di 1. Le uniche sette scritture che non decidono nulla sono zero su zero, infinito su infinito, zero per infinito, infinito meno infinito, uno elevato a infinito, zero elevato a zero e infinito elevato a zero. Tutto il resto si legge direttamente.
Come si riconosce il termine dominante in una somma?+
Con la gerarchia degli infiniti, che per x che tende a più infinito ordina le funzioni così: i logaritmi crescono meno di qualunque potenza, le potenze meno di qualunque esponenziale con base maggiore di 1, e per le successioni gli esponenziali meno del fattoriale, che a sua volta cresce meno di n elevato alla n. Fra due potenze vince l'esponente più grande, fra due esponenziali la base più grande. In pratica: in una somma il termine dominante è quello più in alto nella gerarchia, lo raccogli e tutti gli altri diventano infinitesimi che spariscono. Attenzione a due punti. Il primo è che la gerarchia vale all'infinito, non in un punto finito: vicino a zero il confronto va fatto con gli ordini di infinitesimo, cioè con Taylor. Il secondo è che se i due termini sono dello stesso ordine non c'è un dominante, e allora servono i coefficienti o lo sviluppo.
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Le forme indeterminate sono il primo scoglio di Analisi 1
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